Joseph: Finalmetne giustizia, ma ora le autorità lo facciano rientrare immediatamente in Italia
Questa storia farà ritornare il sorriso sulla bocca di un bambino nigeriano che piangeva per l’allontanamento forzato del padre, Joseph, dall’Italia ma restituisce anche fiducia nella giustizia a chi lotta quotidianamente per i diritti dei più deboli.
- Joseph è vissuto in Italia in condizioni di regolare soggiorno dal 1996 al 2006
- in data 11.02.2008 la Questura di Treviso ha diniegato il rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro/attesa occupazione e detto provvedimento è stato notificato in data 18.06.2008;
- in data 17.07.2008 a distanza di 30 giorni dalla notifica del diniego (impugnabile entro 60 giorni dinanzi al TAR, con scadenza, stanti i termini feriali, al 27.09.2008) la Prefettura di Siena ha comminato un’espulsione amministrativa, senza attendere lo spirare del termine di cui all’art. 13 comma 2 lett. b) di 60 giorni e senza considerare, ai sensi dell’art. 13 comma 2 bis del T.U. la natura e l’effettività dei vincoli familiari dell’interessato;
Diritto dell’immigrazione
Ravenna, 23 marzo 2007
RIFLESSIONI SULLA INTRODUZIONE DI FORMULARI TRADOTTI IN LINGUA PER L’IRROGAZIONE DI SANZIONI AMMINISTRATIVE A CITTADINI STRANIERI – ESTENSIONE DI UN PRINCIPIO DI CIVILTA’ GIURIDICA E DI NON DISCRIMINAZIONE PER L’EFFETTIVITA’ DEL DIRITTO DI DIFESA
L’art. 2 comma 6 del D.Lgs. 286/98 (TU Immigrazione), applicabile ai cittadini di Stati non appartenenti all’Unione Europea e agli apolidi, stabilisce che “Ai fini della comunicazione allo straniero dei provvedimenti concernenti l’ingresso, il soggiorno e l’espulsione, gli atti sono tradotti, anche sinteticamente, in una lingua comprensibile al destinatario, ovvero, quando ciò non sia possibile, nelle lingue francese, inglese o spagnola, con preferenza per quella indicata dall’interessato”.
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